Casa di Reclusione Milano-Bollate 2007: il Modello sperimentale “Virgilio” sull’inserimento lavorativo e la formazione in carcere
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Il progetto Virgilio avviato nel 2004, nel carcere di Bollate dal ATS tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, Amministrazione Penitenziaria e tre realtà del privato sociale attive in ambito penitenziario, è un modello di collaborazione inter-istituzionale sperimentale. Virgilio è nato da una inversione di ottica: considerare il carcere come serbatoio di risorse umane da valorizzare per arricchire la società intera.
Oltre le sbarre: la formazione e il lavoro come strumenti di riabilitazione
Il lavoro in carcere non è solo un’attività occupazionale, ma un tassello fondamentale per la dignità della persona e il suo futuro reinserimento nella società.
La pubblicazione vede la luce nel 2007, al termine del progetto.
I punti chiave:
Il valore rieducativo del lavoro: come sancito dall’articolo 27 della Costituzione, la pena deve tendere alla rieducazione e il lavoro è uno degli strumenti principali per raggiungere questo obiettivo.
La sfida della formazione: l’importanza di erogare percorsi formativi tecnici e specialistici che rispondano alle reali richieste del mercato del lavoro esterno.
Dalla cella all’azienda: l’analisi delle “buone prassi” per favorire il passaggio dal lavoro intramurario a extramurario, per ridurre il tasso di recidiva.
La formazione professionale in carcere non è solo trasferimento di competenze tecniche, ma un atto di fiducia nel cambiamento e nella possibilità di una nuova vita.
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